" Oggi come ieri c'è stata una rottura nel modo di concepire i suoni. Gli anni '80 si sono imposti reagendo contro un imborghesimento della musica che con gli anni '70 era emerso inequivocabilmente. Revolt Into Style, un libro di Georgie Melly, chiarisce questi concetti molto intelliggentemente. Negli anni '70 la musica era diventatta establishment, sistema, svuotata di ogni motivazione, solo routine di grossi musicisti totalmente distaccati dalla loro audience."
( Un irresistibile Gery Kemp degli Spandau Ballett allo zenith della loro vicenda artistica )
.....
In tutte le rivoluzioni musicali , dal Rock’n’roll “elettrificato” fino all’ "house music", anche il Techno-pop (ma più in generale la new wave) sono venuti alla luce grazie alla disponibilità di tecnologia a un prezzo accessibile, prima solo alla portata di pochi.
Se negli anni settanta in pochi si potevano permettere un Farlight o un Emulator , una sorta di antesignano campionatore, verso il ’78 e ’79 complice l’abbassamento del costo dei componenti elettronici e la loro progressiva miniaturizzazione , fecero la comparsa dei nuovi strumenti musicali elettronici destinati a lasciare il segno.
Per prima arrivo la Korg con tutta la serie dei mini-moog Ms ed in particolare l’MS-20 synth monofonico a due oscillatori dalla caratteristica timbrica New Wave, elemento indispensabile di qualunque disco dell’epoca, superato nell’81 dal sue erede naturale il Polysix (polifonico sempre Korg), ma e solo due anni più tardi che arriva sul mercato la leggenda un cult tra i sintetizzatori di tutti i tempi la DX7 della Yamaha la prima tastiera digitale a usufruire di una distribuzione di massa.



Nessun commento:
Posta un commento