mercoledì 1 dicembre 2010

Futuro primitivo 5.0 EBM: Il Corpo del Delitto






In principio furono i Suicide.
... Alan Vega e Martin Rev, il duo, capace di “trasformare la spazzatura in Gioielli” (new Yorker rocker), con il solo uso delle tastiere analogiche del secondo e della voce malata e noir del primo, la loro, una formula talmente geniale da essere copiata all’infinito.
La loro carriera inizia nel lontano 1971, e incidono il primo dei loro unici due album “veri” solo sei anni dopo. Come disse Bo Diddley, mettono l’electro-beat dentro il Rock’n Roll.
Se la musica elettronica puntando per sua natura al Virtuale anche quando questo termine non era in uso, ha sempre avuto difficoltà a rappresentarsi con un corpo, i Suicide per primi restituirono una fisicità “organica” a una musica fatta di fischi e drones ripetitivi. Fisicità che, proprio in quanto restituita, suonava ed anzi doveva suonare alienante e drammatica.
Il Corpo, quindi. Dieci anni dopo l’esordio live dei Suicide (’81), un altro duo con sede stavolta a Berlino pubblica un album d’esordio intitolato Alles Ist Gut (va tutto bene) produttore il solito Conny Plank.
Loro sono Robert Gorl e Gabi Delgrado-lopez, ed in omaggio alle origini tedesche del primo e statunitensi del secondo assumono il nome di Deutsche American Freundschaft, (amicizia teuto-americana), in breve DAF.
Il suono è rigorosamente sintetico, concreto, ritmatissimo, un po’ Eno/Bowie e un po’ molto Kraftwerk.
Un canovaccio davvero incisivo, che ancora una volta sarà replicato all’infinito negli anni a seguire da decine di centinaia di gruppi e gruppetti ai quattro angoli del pianeta, sarebbe addirittura diventato un genere a sé stante. Il nome, in omaggio a questa ritrovata corporeità, è “ Electronic Body Music “; Per gli amici EBM 



 
Suicide (1977)


 






 Alles Ist Gut