martedì 25 gennaio 2011

Futuro primitivo 5.6 EBM: Corpi Elettrici













… In coda a un riassunto mondiale di storie e viaggi dell’EBM, non poteva mancare una postilla tutta Italiana, la scena nostrana tanto ha dato, si citeranno per primi i Pankow di Firenze conosciuti e rispettati in tutto il mondo, come dimostrano le pubblicazioni per le diverse etichette del settore, nascono comunque già da una tradizione fiorentina che già annovera Neon e Rinf.
Loro eredi, sono almeno stilisticamente, i bolognesi Technogod (molti riferimenti ai Consolidated).
A Bergamo  a cavallo tra ’80 e ’90 operavano gli Orange Party, nel triveneto, troviamo i giovanissimi Synthetic zoo e i veterani Templebeat, che sposarono un’elettronica più noir, cinematografica e non priva di humor. Nella stessa zona agivano anche i L.I.N., virtuosi del sequencer, con una spiccata sensibilità per la dimensione “Funky”dalle megastrutture elettroniche. Mentre in quel di Pordenone operavano i Meathead di Mauro Theo Theardo (stile di riferimento potrebbe essere i Cop Shot Cop) Mauro, in più, annovera tra le sue fila svariati collaboratori dal network dell’hard-elettronics industriale.
Gli Urabanatribù da Alessandria flirtano con sonorità tipiche alla Warp mentre battono territori più EBM con il side project Klange.
Da Bari infine i Kebabtraume (già il nome è un tributo a una vecchia hit dei D.A.F.), costruiscono un’EBM romantica e dalle influenze eterogenee.
Tutti quanti però, nessuno escluso, ed è questo l’unico elemento che accomuna  tutti i progetti italiani fin qui enumerati, è la lingua da loro scelta: l’inglese, scelta obbligata visto l’orientamento necessariamente globale (anche per mere questioni di fatturato) del suono Hard-Beat. È poi una via “regionalistica” all’EBM doveva sembrare davvero una cosa troppo stonata da mandare giù.




 Gisella






Hotchpotch








Bored Stiff









Dogma Blaster EP




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