"La musica della macchina metallica", raccolta in due rari dischi di vinile, attirò su di se velenose accuse di impotenza espressiva, eppure era solo un ulteriore e necessario passo verso l'universale consapevolezza che il rumore e tutto e il silenzio non esiste ( una sorta di ateismo sonoro, volendo colorare il ragionamento con tinte filosofiche )
Gli anni sono trascorsi e il gusto si e via via lentamente modificato: il rumore viene incorporato integralmente in più di una variante degli stili musicali ( si pensi all'eco manovrata nel "dub" ovvero hai chiassosi sussulti ritmici del "hip- hop" ), tanto che per fragorose canzoncine dei " Jesu and Mary Chai" adagiate sul proprio caratteristico tappeto di "Feedback", seppero scalare le classifiche.
La quotidianetà, per mezzo dei suoi suoni imprevedibili e non musicali ha inquinato la sfera asettica della produzione artistica , e dunque il Caos e divenuto parte integrante del linguaggio espressivo , cosi come voleva Marcel Duchamp quando sconcertò i circoli accademici esponendo opere basate su " Found Objects " . Utilizzando utensili anzicchè strumenti musicali ( martelli pneumatici e rudimentali lanciafiamme piuttosto che tastiere e sassofoni ) .
I berlinesi Einsturzende Nuebauten s'imposero all'inizio degli anni '80 come portavoce più intransigenti di questo assoluto smarrimento estetico.
Nel loro caso , tanto quanto in quelli i altri cosidetti "rumoristi" ( iniziando dai Thobbng Gristle, passando per SPK, Body Rice , test Department .... e via dicendo) , il "noise" non è inteso come come fosse un accessorio che si può rimuovere quando le circostanze lo richiedono, bensì rappresenta uno dei principali fattori costitutivi, vero e proprio terreno di coltura dell'indagine creativa.
Dovendo condensare quel procedimento in una schematica ma suggestiva equazione, diremmo che se l'armonia va intesa come Ordine, il rumore può dunque rappresentare l'elemento di Sovversione ...





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